Dalla fionda alla corona

La rabbia nel cuore

Davide con i suoi soldati è in grado di vincere ogni battaglia, per Saul è inaccettabile, il suo cuore è pieno di rabbia.
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All’inizio dell’episodio raccontato nel fumetto, re Saul era molto contento: il suo regno era più forte che mai! Era riuscito a sconfiggere i Filistei, grazie alla vittoria di Davide sul gigante Golia. Nel palazzo reale si respirava aria di festa, Davide aveva appena terminato di suonare la sua dolce cetra e Saul aveva deciso di nominarlo capo di tutto l’esercito d’Israele. Con questa nomina Saul sperava di poter ripetere contro gli altri suoi nemici la stessa schiacciante vittoria avuta sui Filistei. E infatti, questo suo desiderio viene esaudito. Davide con i suoi soldati è in grado di vincere ogni battaglia: nessuno riesce a resistergli.
Tuttavia, proprio in questo periodo di gioie e di festa, qualcosa nell’atteggiamento di Saul cambia improvvisamente.
Il re all’inizio «era felice, ma ha sentito qualcosa che non gli è piaciuto: quando le donne lodavano Davide perché aveva ucciso tantissimi nemici. La grande vittoria incomincia a diventare sconfitta nel cuore del re. Qualcosa ha gettato nel cuore del sovrano amarezza, tristezza. Ascoltando i canti delle donne, egli fu molto irritato e quelle parole gli parvero cattive ed oltraggiose » (papa Francesco, Meditazione del 16 gennaio 2016).
Il canto di gioia di queste donne per Davide è per Saul inaccettabile. Il sovrano ha paura, si sente al secondo posto, ha perso completamente la ragione: «La persona invidiosa e gelosa è una persona amara, non sa cantare, non sa lodare, non sa cosa sia la gioia. Invece di lodare Dio, come facevano le donne d’Israele per la vittoria, preferisce rinchiudersi in se stesso, cuocere i propri sentimenti e cucinarli nel brodo dell’amarezza» (papa Francesco). Per questo Saul decide di eliminare definitivamente il suo rivale Davide. Decide che dovrà morire.

Saul nelle tenebre
Saul invita il giovane Davide a palazzo e qui compie un gesto senza precedenti: gli scaglia contro una lancia appuntita.
Cos’è accaduto? La gelosia ha offuscato la mente di Saul, «nella sua frustrazione non si sente capace di amarlo e di stimarlo, ecco la gelosia» (papa Leone XIV, Udienza generale del 26 novembre 2025).
È successo proprio quello che san Giovanni Evangelista ci ha detto in una sua lettera: «Chi odia suo fratello […] cammina nelle tenebre e non sa dove va, perché le tenebre hanno accecato i suoi occhi» (1Gv 2,11).
Saul ha le tenebre nel cuore. Davide la luce. I due personaggi non potrebbero essere più distanti in questo momento. A tal proposito, è interessante notare una cosa: le loro mani. Esse rappresentano in qualche modo i sentimenti che i due custodiscono nel cuore. Saul tiene in mano la lancia: è il simbolo di quanto la gelosia possa ferire i nostri amici. Davide invece regge la cetra, che rappresenta come la gentilezza riesca a essere una carezza per il cuore degli altri.

Davide nella luce
Davide però non è da solo in questa brutta situazione. Ci sono altri due personaggi che, a differenza di Saul, gli vogliono bene: Mical e Gionata.
Mical è la figlia di re Saul ed è innamorata del bel Davide. Suo padre decide di concedergliela in sposa per poterlo controllare meglio. In realtà l’amore che lega i due ragazzi è più forte dell’odio di Saul e questo matrimonio porterà molta gioia nella vita di Davide.
Gionata è anche lui figlio di Saul, il suo erede al trono. Inoltre è il migliore amico di Davide: nella loro vita hanno condiviso tantissime avventure, hanno gioito insieme nei momenti felici e si sono dati manforte durante le difficoltà. Saul non riesce a capacitarsi di come Gionata possa essere così amico di Davide. Secondo lui Gionata dovrebbe considerare Davide il più grande tra i suoi nemici, dato che in futuro potrebbe soffiargli da sotto il naso il trono di Israele!
Alla fine del nostro racconto, però, Gionata non solo è riuscito a rimanere fedele alla propria amicizia con Davide, ma è anche stato in grado di far capire il suo valore persino a Saul. Il giovane ha compreso come il Signore voglia bene a Davide e come quest’ultimo sia una risorsa importantissima per il regno d’Israele: «Non pecchi il re contro Davide, che non ha peccato contro di te, che anzi ha fatto cose belle per te. Hai visto e hai gioito. Dunque, perché pecchi contro un innocente, uccidendo Davide senza motivo?» (1Sam 19,4-5). Grazie alla tenacia e alla sincerità di suo figlio Gionata, alla fine il geloso Saul si “converte” e non esita a proclamare a gran voce: «Prometto davanti a Dio che non ucciderò Davide!».

Tratto dal numero 1 (Gennaio 2026) di “Fiaccolina”